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Il "Suono" e "La Musica"

Che cos'è la musica? Una domanda che piu' o meno prima o poi tutti si sono posti.Un insieme di suoni.

A questa domanda, iniziamo a raccogliere alcuni elementi, che ha postato l'utente "Massimo" nel nostro Forum

Per prima cosa bisogna rendersi conto che stiamo parlando di 3 cose diverse:

a) del fatto che l'uomo usa il suono selezionandone una serie nel complesso dei suoni a lui udibili

b) dal fatto che con il passare del tempo i musicisti hanno sentito il bisogno di scrivere la musica in
modo da registrarla su un supporto meno labile della memoria

c) del fatto che ad un certo punto si è sentito la necessità di dare un nome alle note musicali utilizzate.

 

Comincio a parlare del primo aspetto, e per farlo dobbiamo avere ben presente che cosa è il suono
musicale, è una vibrazione dell'aria, e in questo senso fa parte della più ampia classe di quei fenomeni
che possiamo definire acustici (con i rumori). La peculiarità del suono è che viene emesso da una particolare
forma di sorgente sonora, il corpo elastico, che ha la caratteristica di compiere delle oscillazioni elastiche
intorno ad un punto di equilibrio. Due buoni esempi sono il peso attaccato alla molla o il pendolo.

Lasciamo perdere per ora il fenomeno dello smorzamento legato all'attrito che è inevitabile tra le
particelle reali, pensiamo ad un pendolo ideale o a una molla. Questo tipo di moto detto "armonico"
perturba l'aria propagando in essa una onda di pressione che ha la forma di una serie di sfere concentriche
che partono dalla sorgente sonora e si espandono tutto intorno.

Questa perturbazione è quella che viene catturata dalla membrana del nostro timpano e trasformato in una
serie di segnali nervosi da parte della chiocciola, struttura dell'orecchio interno.

 

 

 

 

La cosa che dobbiamo sapere è che però quella che noi udiamo come nota musicale o come suono non
è una oscillazione semplice, in realtà possiamo pensarla come se fosse costituita da una serie di oscillazioni
che hanno la caratteristica di essere armoniche tra loro ( o per dirla con parole più semplici, che le loro frequenze
stanno tra loro in un rapporto che è espresso da numeri interi o razionali).

Per esempio, quando noi mettiamo in vibrazione il la di una chitarra, esiste una frequenza "principale" che noi
traduciamo con la sensazione dell'altezza (ovvero dell'appartenenza del suono ad una determintat "ottava"),
ma insieme ad essa tutta una serie di altre frequenze che saranno multipli interi o divisori razionali di quella
frequenza principale.

Il nostro orecchio interno funziona come un vero e proprio analizzatore armonico interno e riesce a separare
le frequenze le une dalle altre, per poi inviarle al nostro sistema nervoso centrale, che restituirà la sensazione
di questo complesso di frequenze con il fenomeno del "Timbro" ovvero di quella differenza che ci permette
di distinguere tra di loro due strumenti di tipo diverso, o due strumenti dello stesso tipo ma diversi o la
voce di due persone.
 (tranne forse l'organo da chiesa) ha 88 tasti a cui corrispondono altrettante note.

E' importante capire che questo fatto di scegliere alcuni suoni e non altri è legato alla storia della musica
occidentale, ma questa storia esprime a sua volta il fatto che la musica è fatta dagli uomini per gli
uomini, e a partire dalla nostra natura e da come siamo fatti. Alla base della musica occidentale c'è
l'esperienza della musica greca, e del rapporto che da quel popolo era stato scelto come fondamentale,
cioè il diapason, che è quello che noi oggi chiamiamo ottava. Due suoni le cui frequenze sono una
il doppio dell'altra. "Dia Pason" in greco significa "attraverso il tutto" sia nel senso di ciò che sta alla
base che di quello che riassume il tutto.

Se noi fissiamo un suono qualsiasi come base, per esempio a 440 Hz e lo chiamiamo La, moltiplicandolo in
successione per due (o dividendolo per due) otterremo una serie di diapason verso il basso o verso
l'alto.

verso l'alto 440 - 880 - 1760 - 3520 - 7040 - 14080 - il diapason successivo supera la nostra soglia uditiva, è un ultrasuono.

verso il basso 220 - 110 - 55 - 27,5 il diapason successivo non sarà più un suono ma una serie di battiti.

I greci non sono gli unici ad aver utilizzato questo intervallo come fondamentale, lo hanno fatto anche altre culture
come quella indiana e cinesa. E anche queste culture hanno capito, come gli antichi greci, che le regione della
consonanza e della dissonanza andavano cercate nella natura matematica del suono.

Armonia in greco vuol dire proprio "rapporto" o "proporzione". E i greci avevano anche capito che il suono
era legato al movimento, e che il fenomeno dell'altezza di un suono era legato alla velocità di questo movimento
e alla massa e grandezza delle sorgenti sonore. Anche i cinesi costituiscono un sistema di suoni basato
sui rapporti di consonanza naturale, ma loro costruiscono la loro scala da un punto di vista pratico, utilizzando
un algoritmo aritmetico che è una buona approssimazione per la costruzione pratica di strumenti musicali
intonati per cosiddette quinte. Invece i greci integrano la teoria musicale nel corpo delle conoscenze
matematiche teoriche, e cercano di dare una spiegazione filosofica e scientifica del fenomeno.

E la storia della musica occidentale si dipana proprio tra questa spiegazione scientifica e filosofica
e i tentativi di realizzarla nella pratica. Perchè mentre la teoria matematica è sempre perfetta
la pratica musicale non lo è, e neppure lo sono gli strumenti musicali chiamati ad "incarnarla" e
a rendere la conoscenza musicale esperienza fruibile. Essi sono imperfetti come qualsiasi altra
costruzione umana, impongono limiti e portano a compromessi. La storia della musica occidentale
è in fondo la storia di questi compromessi e la presa di coscenza progressiva di essi da
parte dei musicisti e dei musicofili.